A un certo punto è Gary Kemp a spiegare cosa ci facciamo qui tutti noi. Nick lo ha appena presentato come fenomeno del romantic pop (è il chitarrista solista nonché autore di tutte le canzoni degli Spandau Ballet) “che per nostra fortuna ha deciso di darsi al prog”.
E lui, prende la parola e dice: sono qui perché quando ero ragazzino e indeciso se proseguire a suonare la chitarra, i Pink Floyd mi hanno cambiato la vita. E se siete qui stasera, evidentemente l’hanno cambiata anche a voi”.
Ed è così. Stasera due o tre mila di noi battezzati siamo qui a celebrare i Pink Floyd nel Rito Antico. Come tutte le chiese esistono più riti anche in questa dei Floyd esistono vari riti: quello mainstream del Floyd planetari della triade Dark Side, Wish e The Wall. E il Rito Antico, quello degli early Pink Floyd, il primo album con sacerdozio Syd Barrett, gli album seguenti con i Riti della Mucca di Atom Earth, le nuvole e l’ipnosi di Obscured by clouds, il Rito Classico di Live a Pompei con Echoes, One of these days, Set the Controls, tutta musica per le orecchie di noi battezzati.

Da questo punto di vista la band che Nick Mason ha voluto formare sei anni fa ha un che di miracoloso, specie se si considera il business musicale (la Macchina, direbbe il Roger Waters del Rito Mainstream) dei live di oggi.
Questo gruppo non ha un futuro se l’obiettivo è fare soldi, perché soldi, intesi come mucchi di dollari ( come in What Shall We do, in the Wall dove Pink urlava: “Cosa dobbiamo fare, comprare una nuova chitarra, fare un tour all’est, comprare una macchina più potente…”) questa band non ne fa. Anche a Roma, come a Cattolica, l’anno scorso, non c’era la gente che affolla non dico i concerti dei Floyd buonanima, ma nemmeno quelli di Waters o di Gilmour.
Qui stasera a Roma ci sono i battezzati della Chiesa del Rito Antico e nessun altro (a parte qualche meritoria famiglia che si è trascinata dietro il Futuro di ragazzini di dieci-quindici anni, che Dio li benedica per aver tentato questa semina), e questa band suona per loro e solo per loro, a prescindere da quanti ne siamo, da quanti ne potremmo essere, a Nick, Lee, Gary, Guy e Dom non frega evidentemente niente, loro si sono messi assieme per suonare, e suonare i Pink Floyd del Rito Antico.
Non c’è altra idea, spiegazione, ispirazione, nessuna band continuerebbe per sei anni con questo progetto, se non fosse per la voglia di farlo e basta.

E perciò da questo punto di vista la band di Mason, è lo stesso Nick Mason, che a ottant’anni, suona senza perdere un colpo, preciso, puntuale, secco, essenziale ma fondamentale con le sue rullate iconiche dei tanti pezzi pre-Dark side, dove ancora non c’era il quattro quarti rilassato Floyd a farla da padrone, ma ancora c’erano gli stacchi, i fill, le rullate, nei quali il grande Nick è qui e celebra il rito assieme a noi. E sentirlo suonare così, in forma strepitosa è un elisir di lunga vita che speriamo sia contagioso. Perché è così che si invecchia. È così che si dovrebbe campare.
E poi, se la vogliamo dire tutta, i Floyd del rito mainstream sono senza dubbio cosmici, ma quei pezzi li sentiremo sempre ed eseguiti benissimo dalle mille mila cover band a loro volta di trentennale durata almeno, ma dove mai invece potremo sentire – e suonati dannatamente bene con il rispetto dovuto a suite anche lunghissime che qui vengono accorciate ma non troppo, perché il rispetto appunto – pezzi come If, Atom Heart Mother, Set the Controls for the Heart of the Sun, Fearless, Obscured by clouds, When you’re in, Childhood’s end e le barrettiane Remember Me, the Scarecrow, Lucifer Sam e tanti altri.

Ieri è stata una serata religiosa. Che Dio benedica i Saurceful of Secret’s e lunga vita a Nick Mason, l’unico Floyd da cui bisognerebbe imparare come concludere la propria esistenza seguendo le passioni: “Io sono un batterista – disse nel 2018 quando formò la sua band – e vorrei essere ricordato come un batterista e non come proprietario di un garage di auto di lusso”).
Grazie, Nick. Per la musica, la band. E per tutto il resto.
(Le foto di questo articolo provengono della pagina Facebook ufficiale Saurceful of secrets e sono usate a puro scopo divulgativo e culturale).
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