Kevin Matthews aveva 21 anni quando, nel 2006, lasciò l’accademia militare di West Point, dove era entrato a 17 anni, a causa di una brutta depressione. Furono gli stessi vertici dell’Accademia a consigliargli di mollare, nonostante fosse estremamente portato per la carriera militare, grazie alla sua naturale attitudine al comando e alla leadership.

Qualità che probabilmente sono servite a fargli vincere una battaglia che nessuno credeva possibile, quando nel maggio del 2019, i cittadini di Denver, capitale del Colorado, insieme alle elezioni per il sindaco, hanno votato per una proposta alquanto originale: liberalizzare il possesso di psilocibina, principio attivo dei funghi allucinogeni, i cosiddetti funghetti magici che si trovano al mercato nero delle droghe e ancora legalmente in vendita solo in qualche coffee shop di Amsterdam, non si sa ancora per quanto.

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Kevin Matthews

Contrariamente a tutte le previsioni, al referendum hanno vinto i si, di stretta misura, il 50.6%, con solo duemila voti di differenza. La proposta non prevedeva la legalizzazione, le normative statali e federali dovrebbero cambiare per raggiungere questo obiettivo, ma la risoluzione votata, in accordo con le leggi federali degli Stati Uniti, impegna il sindaco e le autorità statali, inclusa la polizia, a considerare “a bassa priorità” tutti i casi inerenti il possesso, l’uso, o la coltivazione dei funghi a base di psilocibina da parte di persone non inferiori a 21 anni di età, oltre al divieto di utilizzare fondi statali o comunali per sostenere procedimenti penali contro queste persone. In sostanza è una sorta di liberalizzazione.

Dopo la legalizzazione della cannabis, ora i funghi magici. Denver è una città abitata per metà da fricchettoni?

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I negozi dove acquistare marijuana legale in Colorado

Niente di tutto questo. La motivazione alla base del referendum vinto risiede nella teoria che l’uso di psichedelici possa avere un impatto positivo in termini terapeutici e di crescita personale. Come ha spiegato lo stesso Matthews, il mese scorso a Torino, invitato dal festival Utopian Hours, idee e progetti per le città: “Nella cultura occidentale – ha spiegato – il consumo di funghi o altre sostante psichedeliche come la psilocibina è stato a lungo considerato come una forma di abuso e un pericolo per la società. Con questo referendum a Denver i cittadini hanno deciso che nessuno deve finire in carcere per l’uso di una sostanza psicoattiva con rischi così bassi e gestibili e un potenziale medico straordinario in psicoterapia e per la cura della depressione“.

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Il manifesto del Festival di City Making Utopian Hours a Torino

Matthews parla per esperienza personale. La sua, di depressione, l’ha curata anche con i funghi magici, cosa che lo ha convinto della potenzialità della sostanza. E adesso la stessa battaglia per legalizzare gli psichedelici si misura ora su scala nazionale, attraverso la nascita di SPORE, la Society for Psychedelic Outreach, Reform, and Education, dove Matthews collabora con psicologi e legali tra cui, il Dr. Matthew Johnson, professore associato di psichiatria e scienze comportamentali presso la Johns Hopkins University School of Medicine, autore di uno studio che raccomanda alla Food and Drug Administration di riclassificare il farmaco riconoscendo i suoi potenziali usi medici a fronte di un relativamente basso potenziale di abuso. La psilocibina non crea dipendenza e “non esiste un sovradosaggio letale diretto” del farmaco, afferma lo studio.

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Ma cos’è la psilocibina? E’ il principio attivo dei funghi allucinogeni che crescono allo stato selvatico e che sono usati sin da tempi antichi come rimedi curativi e sostanze inebrianti.

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L’aspetto è quello dei funghi freschi o secchi, ad Amsterdam venduti anche come “magic truffles” (tartufi magici). Una volta mangiati, bevuti come infusi, raramente fumati (gli effetti sono meno intensi), a seconda del dosaggio, l’effetto va dall’essere stimolante, euforizzante, esilarante, al leggermente allucinogeno, stimolando la fantasia, fino, in caso di dosaggio elevato, ad effetti fortemente allucinogeni e psichedelici, per i quali la percezione del tempo e dello spazio sono alterate, l’ambiente circostante è spesso percepito come in un sogno; immersioni visionarie in mondi insoliti, profonda introspezione, forte senso di unione con la natura. L’inizio degli effetti arrivano dai 15-60 minuti dopo l’assunzione e terminano da 3 a 7 ore, secondo la varietà e la modalità di consumo.

Sono molti gli studi che individuano in questa sostanza un rimedio efficace per la cura della depressione. Un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra ha analizzato l’effetto della psilocibina presente in alcuni funghetti allucinogeni su 19 pazienti con depressione maggiore non rispondente a trattamenti alternativi. Il disturbo depressivo maggiore è caratterizzato da una connettività funzionale anormale a riposo in alcune particolari aree del cervello. Attraverso risonanza magnetica funzionale si è visto, scrivono i ricercatori, che “il trattamento con psilocibina ha prodotto effetti antidepressivi rapidi e sostenuti“.

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Piantagione legale di Marijuana in Colorado

Lo studio è uno dei tanti che intravedono nella cannabis e nelle sostanze psichedeliche soluzioni efficaci per la cura di tanti mali odierni e che stanno segnando una svolta nella concezione della psichedelia dopo un cinquantennio almeno di proibizioni, caccia alle streghe e guerra alla droga in tutte le sue forme che è costata e costa miliardi agli stati. Un referendum analogo potrebbe essere proposto in Oregon e in California nel giro di due anni.

“Poiché la psilocibina ha un potenziale medico così straordinario, non c’è motivo per cui le persone debbano essere criminalizzate per l’utilizzo di qualcosa che cresce naturalmente. Le persone semplicemente non la vedono come una minaccia“, ha detto Matthews a Torino.

Sarà l’inizio della fine per quanto riguarda la criminalizzazione di chi coltiva piante a casa sua o cerca di curarsi con metodi diversi dalla farmacologia dominante, fatta di psicofarmaci?