Articolo pubblicato anche da Italia Circolare

Grazie anche all’emergenza Covid, un numero crescente di normative governative incoraggiano l’edilizia ad andare verso un futuro a carbonio zero per limitare l’aumento della temperatura globale.

Oggi gli edifici sono ritenuti responsabili di gran parte del consumo globale di energia e delle emissioni di gas serra. Ciascuna delle fasi del ciclo di vita di un edificio, dalla progettazione alla produzione, dall’utilizzo e fino alla demolizione e gestione dei rifiuti contribuisce per due terzi agli attuali flussi di emissioni di gas serra. Per questo motivo, la riduzione dell’uso di calcestruzzo, cemento e acciaio nel settore edile è fondamentale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra legate ai materiali.

A tutto questo l’industria delle costruzioni sta effettivamente rispondendo con un aumento vertiginoso di progetti di edifici in grado di migliorare la sostenibilità ambientale.

Tra i materiali che sono al centro della rivoluzione edile, il legno è una delle risorse rinnovabili più ricercate. Sebbene la deforestazione renda difficile pensare al legno come un materiale sostenibile, la pratica di piantare due alberi per ogni albero abbattuto rende la deforestazione una pratica sostenibile a impronta di carbonio zero.

Quando è stato completato, nel marzo 2019, Mjøstårnet è diventato un edificio simbolo. Non solo per il colpo d’occhio con cui si distingue sulla riva del lago Mjøsa, il lago più grande della Norvegia, ma anche come simbolo immediatamente riconoscibile, del “passaggio all’edilizia verde da parte della Norvegia”.

Progettato dallo studio di architettura Voll Arkitekter e realizzato nella cittadina norvegese di Brumunddal, l’edificio ha una struttura portante di travi e pilastri in legno lamellare, balconi, vani scale e ascensori in legno strutturale e per massimizzare la sostenibilità ambientale il legno utilizzato è stato ricavato da foreste locali dove sono stati piantati due nuovi alberi per ogni pianta abbattuta.

Mjøstårnet è stato ratificato come l’edificio in legno più alto del mondo dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat, dal Guinness World Records, ha anche ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, come i New York Design Awards, i Norwegian Tech Awards e il CTBUH’s Award of Excellence. Il MMjøstårnet è anche spesso citato negli studi e nelle ricerche come esempio dell’edilizia del futuro, quella a cui necessariamente dovremo tendere. 

Un altro materiale che sarà sempre più utilizzato è il cosiddetto “calcestruzzo verde”, prodotto utilizzando materiali di scarto con materie prime riciclate come rifiuti di miniera, rifiuti di vetro e argilla bruciata per sviluppare un materiale rinnovabile a bassa manutenzione e di lunga durata. La tecnologia è stata sviluppata in Australia dalla compagnia australiana Mineral Carbonation International (MCI) nell’Università di Newcastle a nord di Sydney, dove è stato avviato uno speciale programma di ricerca. 

I mattoni di plastica sono un altro prodotto che viene utilizzato come materiale rinnovabile nelle attività di costruzione. Si tratta di un concetto innovativo in cui la plastica viene riutilizzata e mescolata con aggregati cementizi per creare forme di mattoni. Inoltre, hanno eccellenti proprietà di isolamento dal rumore e dal calore, che sono molto più dei normali mattoni.

E ancora: un altro materiale per costruzioni rinnovabili è il bambù, la cui richiesta è aumentata di recente a causa della scarsità del legno. Le proprietà rigenerative rapide e il basso costo lo rendono uno dei preferiti dal mercato. Le lastre per coperture in bambù mostrano un’elevata tolleranza alle condizioni atmosferiche estreme, rendendole un materiale da costruzione adatto per la regione geografica con climi estremi. 

In Africa invece stanno mischiando l’argilla con altri prodotti naturali come la buccia di cenere di riso e la segatura per trarne dei mattoni chiamati Porotherm, un materiale rinnovabile altamente durevole che può essere utilizzato nella costruzione, particolarmente apprezzato per la leggerezza, il basso assorbimento d’acqua, mentre le proprietà ignifughe e di isolamento termico ne aumentano l’applicabilità nel settore edile, specialmente in condizioni climatiche estreme. E infine: i mattoni Fly Ash, realizzati con prodotti di scarto che si astengono dal rilascio di tossine nocive nell’ambiente, danno nuova vita ai materiali da costruzione rinnovabili. 

Insomma, vivremo in edifici costruiti con materiali oggi impensabili. Ma vivremo senz’altro meglio.