L’utente Performante, anche detto Utente Imbruttito, non fa domande e non cerca risposte, lui va di fretta, è veloce e sintetico, e mentre compie un’operazione ne completa due, ne organizza cinque, risponde gesticolando ad un collega, parla al telefono e già che ha un po’ di tempo ne approfitta per andare in pausa pranzo.

Ed è da lì, da quell’immenso casino che lui definisce “ambiente produttivo multitasking” che il Performante contatta il sito di viaggi e vacanze. Lui, come il Denim degli anni ’80, non deve chiedere mai, quindi lui non fa domande: dà disposizioni.

Il Performante non ha letto quello che c’è scritto nell’articolo, ha dato “una veloce scorsa”, ma sa già tutto quello che c’è da sapere e infatti davanti ad un form di richiesta in cui c’è scritto di inserire date di arrivo e partenza, numero di partecipanti e se hai richieste particolari, lui scrive solo:

“2px”.

A quel punto tra Imbruttito e sito di viaggi comincia una fitta corrispondenza fatta di codici misteriosi come “Mp/Pc”, “17-19/22-26”, “Dol Pack” che dopo circa dodici mail si trasforma – non senza momenti di estremo nervosismo da parte dell’Imbruttito nel constatare che al desk del sito di viaggi dev’esserci per forza una scimmia con il Parkinson visto che proprio non afferra – in una frase di senso compiuto tipo “Dal 18 al 22, due adulti, pacchetto Dolomiti, in mezza pensione”.

A quel punto l’Utente Imbruttito finalmente conferma la prenotazione che, nei venti giorni che restano, cercherà di cambiare più volte sempre attraverso mail come “+2px in mp 18-21″, “22-23+4px” a cui seguirà conversazione in codice Ammurabi con uno staff predisposto alla traduzione della Stele Imbruttita.

Alla fine comunque, niente commissione da parte dell’Imbruttito per il sito di viaggi: ha preferito un last minute in capanna in Cambogia ma sta negoziando lo spostamento dell’acconto per una vacanza l’anno prossimo, non più con le mail, ma direttamente con Watsapp: è più veloce e si perde meno tempo.