Stamattina in banca fila biblica all’unico sportello.C’ho un appuntamento alle 15.30. Sono le 15.
Prima un signore anziano che voleva un libretto degli assegni, no il bancomat no. No la carta di credito no. No la carta prepagata no, voglio il libretto, e però veda non le posso dare il libretto perché lei ha già tre libretti di assegni per un totale di 60 assegni, ho capito lei non li trova più, si ho capito li ha messi nel cassetto e qualcuno li ha spostati, si sua moglie sposta sempre tutto, però allora lei li deve annullare, deve andare ai carabinieri, no, non ho detto che ha fatto qualcosa di male, mi ascolti, deve fare una denuncia di smarrimento, si ho capito che sicuramente stanno a casa ma allora io non le posso dare un nuovo libretto, perché risultano tre libretti fuori ecc ecc ecc.
Tempo allo sportello +20 min.
Seconda tizia: una ragazza di venti-venticinque con il padre che la consiglia. Deve fare un assegno circolare da un conto corrente aziendale appena aperto intestato a lei.
Si avvicina allo sportello e, con un sorriso idiota, mette il modulo sul banco e fa: “Che moo potrebbe compilà lei che io non so’ capace ah ah ah”.
L’impiegato prende il modulo e comincia l’interrogatorio nome, cognome, numero di conto.
Intanto il padre le fa: Tesorino ma lo vogliamo aprire anche un fido, che dici? La risposta è incoraggiante: “Boh, vedi te”.
Il padre si volta verso un altro impiegato: sentaaaa, mia figlia qui, sta aprendo un ristorante, la vorrei far lavorare tranquilla, si potrebbe aprire un fido?
Deve parlarne con il collega che fa le aziende, viene la mattina. Tesorino, va bene domani mattina? “No, papà, domani mattina c’ho le unghie. Allora mercoledì? Ma booh….non te lo posso dire domani?” E rivolta allo sportello: “Sentaaa ma che mi può fare anche, come si chiama, l’elenco dei soldi?” L’elenco dei soldi? “Si, come si dice quando uno vuole sapere i soldi?” Il saldo? “Si il saldo. Ma come faccio a sapere se uno ha preso dei soldi dal conto?” La lista movimenti? “Ah si ecco bravo, la lista movimenti, cheee ma può ffà pe cortesiaaaaa, pe ‘na volta, si nunnè troppo disturbo?”.
Voglio morire. Assieme alla scuola dell’obbligo.