Se una partita si svolge alle 15.30, la preparazione inizia alle 8 del mattino. Otto addetti al terreno di gioco arrivano allo stadio per prendersi cura del campo. Due ore dopo, arrivano le 90 persone necessarie per VAR, feed satellitari e produzione televisiva. Durante queste prime ore, 32 guardie di sicurezza si assicurano che nessuno entri nell’area senza permesso. A mezzogiorno arrivano agenti di polizia, paramedici, vigili del fuoco e, tra gli altri, i primi membri dello staff della squadra di casa.

Tre ore e mezza prima del calcio d’inizio, 226 persone sono già presenti. Tutte loro hanno addosso un sensore che suona quando si è troppo vicini.

In quel momento i giocatori e gli allenatori si stanno preparando per la loro partenza dall’hotel o dalla struttura di allenamento. Arriveranno, scaglionati non prima di 90 minuti al calcio d’inizio, trasportati in più autobus o furgoni che sono stati precedentemente disinfettati, indossando le mascherine. Per le partite in casa, i giocatori sono autorizzati ad andare allo stadio con la propria auto ma non è consentito il car sharing.

I kit di sanificazione delle mani sono presenti in ogni stanza utilizzata dello stadio. Se l’area degli spogliatoi è piccola (ad esempio nella Veltins-Arena di Schalke), i club devono determinare percorsi di accesso diversi e turni per spogliarsi e indossare le divise. Se l’area è spaziosa, come ad esempio nell’Allianz Arena del Bayern, i giocatori devono essere distanziati il ​​più possibile. In generale, la federazione tedesca consiglia di utilizzare quante più stanze disponibili per prepararsi alla partita.

I giocatori devono passare al massimo 30-40 minuti nell’area degli spogliatoi e durante quel tempo, devono comunque rimanere almeno un metro e mezzo di distanza e indossare maschere per il viso.

la serie A riparte dopo il covid copiando la bundesliga

Gli arbitri si cambiano in uno spogliatoio condiviso ma seguono le regole su igiene e distanziamento. Sono stati anche invitati a recarsi allo stadio il giorno della partita anziché arrivare il giorno prima e andarsene in giro per la città o nelle vicinanze dello stadio.

I palloni vengono disinfettati prima e durante l’incontro, mentre al massimo sono ammessi quattro raccattapalle di almeno 16 anni che devono disinfettarsi spesso le mani.

Durante il gioco, i calciatori sono tenuti a evitare contatti inutili o considerati tali, come ad esempio saltare contemporaneamente all’avversario per contendersi la palla di testa su rimessa del portiere, o protestare dopo i falli, o avvicinarsi minacciosi all’avversario mimando una rissa. Il portiere poi, non può più strillare alla sua difesa quando questa gli è intorno. Ovviamente niente esultanze collettive, mucchi, abbracci, e se si va dall’arbitro, non ci si può avvicinare più di un metro e mezzo. Non si sputa più a terra e bisogna contenere la saliva.

Una volta che i giocatori escono dai loro spogliatoi, devono arrivare in campo velocemente specie se c’è un tunnel che sbuca in campo e intanto gli spogliatoi vuoti vengono disinfettati.

I protocolli tedeschi prevedono la verifica dell’osservanza delle norme. La Sportec Solution, società di Colonia, partner tecnico della federazione, è in grado di estrapolare i dati dalle riprese televisive da 60 telecamere diverse ed è in possesso di tutti i dati possibili e immaginabili su una partita, e per loro recuperare dati, percentuali e tassi di contatto tra calciatori è uno scherzo. Ora questi dati risalenti a prima dello stop verranno confrontati con quelli raccolti dalla ripartenza, per verificare se i calciatori rispettano le norme. Tutti i dati vengono poi trasmessi dal team di esperti ai club e naturalmente alla federazione.

Dai primi dati del team si è scoperto che c’è stato un calo di contatti, durante il gioco, tra un giocatore e l’altro, solo del 2,3%, per cui, dicono in Germania, possiamo e dobbiamo fare meglio.

Le restrizioni di contatto in Germania sono state decise dal Robert Koch Institute che dall’inizio dell’epidemia è a capo di tutte le decisioni scientifiche in Germania. Per il calcio, l’istituto ha fissato il principio di “rischio accettabile”, per cui due tamponi a settimana, controlli della temperatura continui e strettissime regole igienico-sanitarie, ma se si trova un positivo, questo va in quarantena e il campionato continua.

Rouven Schroder, direttore sportivo del Mainz 05, club della città di Magonza, in Renania, in una intervista a Espn ha descritto questa nuova situazione come una possibilità di “tornare alle origini del calcio, del perché si gioca a pallone” adottando quindi una mentalità da “calcio da strada, come quando puntavi il tuo avversario per batterlo in un uno contro uno, gestendo gli insulti”.

Per cercare di replicare questa atmosfera di calcio da strada, il club ha scelto di allenarsi nel loro vecchio campo a Bruchwegstadion, che hanno lasciato nel 2011 per trasferirsi alla Opel Arena.

Domani la Lega Calcio si incontra con il governo per decidere la riapertura della Serie A: “Copiamo dalla Germania”, dicono. E sembrano davvero convinti di poterlo fare.
O forse è solo falsa sicurezza prodotta dalla paura del collasso finanziario.