Sei abituato a vedere la tua città dall’interno di una scatola. A scuola ci andavi in automobile accompagnato dai genitori. Da grande vai al lavoro in automobile. Anche per fare la spesa, le commissioni, per prender l’aperitivo, per andare la sera a cena al ristorante o a casa di amici.
Se vai al bar, lasci la macchina in doppia fila. Per andare a fare la spesa preferisci il centro commerciale che ha enormi parcheggi, spesso enormemente occupati. In certi fine settimana, le automobili traboccano e invadono percorsi di accesso, vie laterali, enormi file per entrare e uscire.

I parcheggi non sono mai quelli che vorresti fossero, cioè liberi e accoglienti. Come le strade, del resto. C’è una regola per questo. Più strade fai, più parcheggi crei, e più automobili attiri.

Se vai in bici la tua città ti parla

Si riempie tutto e si ricomincia a chiedere ancora più spazio, più strade, più parcheggi. File per entrare e uscire dalla città, per andare al mare, in campagna, in montagna.
Il paesaggio, lo skyline, i monumenti, i negozi, i bar, la gente che ci vive attorno, la vedi spesso e soltanto attraverso i vetri dell’automobile, perché è nell’automobile che hai stabilito e definito il tuo rapporto con la città che ti ospita e ti circonda, che ti vive attorno ma che tu percepisci solo così.
Sei all’interno di un mondo tutto tuo, che ti fa sentire spesso protetto, che ti regala un grande senso di indipendenza (con l’automobile non puoi forse andare dappertutto, in ogni momento, soddisfacendo ogni capriccio, come ti sei sempre detto?). Un senso di grande potere che ha un’altra faccia: in automobile sei isolato, con il resto della vita che è attorno a te, ma che spesso è altrettanto chiuso dentro altre scatole con le ruote, come te.
Con l’automobile ti senti qualcuno. Ma sei anche uno degli altri tantissimi qualcuno. In pratica sei nessuno.

Se vai in bici la tua città ti parla

In bici è diverso.

Con la bici riesci a vivere la città in un modo che non ti aspettavi.
Con la bici senti. Senti la strada sotto le tue ruote per come realmente è e capisci esattamente cosa ci vorrebbe per migliorarla. Il paesaggio che ti è davanti non è filtrato da un parabrezza o da un finestrino. Non sei altro dalla realtà, sei dentro la realtà.
Procedi piano e vedi meglio, di più, noti cose che mai avresti notato, capisci cose che mai avresti capito, grazie all’osservazione che ha più tempo per soffermarsi ed elaborare, e per restituirti dati, concetti e pensieri.

Se vai in bici la tua città ti parla
Avverti la presenza delle persone, ne osservi le movenze, ne capti brani di discorsi, toni di voce, accenti, dialetti, che ti restituiscono un altro mondo in cui immergerti, osservare, per capire se farebbe per te. Scambi sguardi, incroci assonanze di pensiero, percepisci affinità comuni.
E questo spesso ti diverte, ed è per questo, anche che i ciclisti spesso sorridono. Perché hanno capito qualcosa che ai più è sfuggito.
In bicicletta si possono concepire storie, inventare incipit di romanzi, disegnare nuovi personaggi ogni giorno, e pazienza se non vedranno mai una pagina o uno schermo, intanto ti hanno fatto capire meglio te stesso.

Se usi la bici per andare al lavoro, sai esattamente quale sarà il percorso che farai, perché te lo sei accuratamente scelto, preferendo le piste ciclabili che però non sono, purtroppo eterne, e allora le hai integrate prendendo il meglio della tua città: strade ampie e poco trafficate, miracolosamente silenziose, viali alberati, marciapiedi ampi, magari sentieri di un parco o un giardino che non è proprio di strada, ma che hai inserito apposta, solo per avere la sensazione, ogni giorno che vai e torni dall’ufficio, che in realtà non al lavoro stai andando ma sei in vacanza in campagna.

Se vai in bici la tua città ti parla
Con la bici puoi anche andare a fare la spesa. Non è più quella mostruosa con carrelli strapieni e bauli della macchina da riempire. E’ una spesa quotidiana, di prossimità, compri la verdura e la frutta fresca, il pane, il latte, e metti tutto dentro un piccolo zaino. Domani altri ingredienti, sempre pochi da mettere nello zaino. Parlando con i negozianti di salumi, di sapori, di tradizioni.

Se vai in bici la tua città ti parla

In bici hai tempo per guardare in alto, scoprire il cielo, seguire i contorni delle nuvole, annusare l’aria, individuare i tipi di vento dal calore che percepisci sulla pelle, hai tempo per capire come il clima condiziona la tua vita e quella degli altri.La bicicletta mette in ordine i pensieri. E’ un microscopio che apre la città in profondità, che ti fa scoprire cose che non sapevi di lei. E lei di te. E ora che ci siamo presentati, conosciamoci, frequentiamoci, parliamoci. Dove sei stata finora?
Quando vai in bici la tua città ti parla.
E tu finalmente riesci ad ascoltarla, a capirla, a scoprire di cosa ha bisogno e cosa potresti tu fare per lei.
Ed è lì, con la bicicletta, insieme a pochi altri come te, che hanno scoperto il tuo segreto, che ti senti qualcuno.