L’utente Vengomeno è quello che al primo contatto ti chiede, con una mail trasudante ansia e preoccupazione, la disponibilità per tre settimane in all inclusive con assolutamente anche idromassaggio, ancelle con ventagli in piume di pavone estinto, intrattenimento personalizzato a cura di Ricky Martin.

Non vuol sapere quanto costa, quello – ti fa capire nella mail, non facendone minimamente cenno – è un dettaglio di cui si occuperà forse qualche suo schiavetto, in fase di prenotazione, l’unica cosa che apparentemente gli interessa è la disponibilità e la certezza dei servizi che ha chiesto.

Ed è quando tu gli scrivi confermandogli disponibilità e servizi e indicandogli la somma da versare che lui, colto da improrogabili impegni intanto sopravvenuti, scenda a due settimane, poi a una, poi al weekend lungo, al corto, a una notte solo pernottamento in tenda in comune con venti rifugiati.

Ma quando tu, tutto contento, gli dici che hai trovato un ottima panchina due posti testa-piedi in piazza della stazione e gli chiedi di bonificare i venti centesimi da offrire alla chiesa, ecco che ti arriva la mail di commiato: “finalmente ho tutte le informazioni necessarie per decidere. ci penso e le faccio sapere”.

Intanto a te povero gestore di sito di viaggi e vacanze, tra scrittura delle mail, telefonate, mail di controllo, tempi per calcoli di prezzi e varie e eventuali ti è già costato quanto lo stipendio di un capo di gabinetto di Virginia Raggi.