Chi ama i film tipo “I quattro dell’oca selvaggia” e cioè una squadra di tipi tosti – ma non privi di personali dilemmi – alle prese con missioni (private) più che difficili, non può perdere “Triple Frontier” su Netflix.

Si tratta di un robusto action movie che segna punti in diversi generi: i mercenari in missione, appunto, il narco movie, i classici dei militarismo americano come “American Sniper” o “Zero Dark Thirty” – e infatti non a caso alla produzione c’è Katherine Bigelow e si vede – fino al survivor movie, tipo “Guerrieri della notte”.

Il bello di questo film è che pur restando aderente ai canoni dei film di (questo) genere, non è la solita giostra per fanatici né uno spot per le forze armate.

Per niente dopato, Triple frontier al contrario è asciutto, essenziale, in alcuni passaggi sembra un film cult. Scritto ottimamente schivando tutti o quasi gli scontati cliché del genere, con un cast di attori credibile e misurato – perfino uno come Ben Affleck è calato bene nel ruolo – regia che quasi non si vede che ti tiene ben incollato a vedere come va a finire.

Alcune scene, specie l’assedio iniziale alla discoteca, che richiama un altro classico del genere, “Sotto il segno del pericolo”,o la scena dell’atterraggio d’emergenza, sono girate ottimamente, così come sono bellissimi i paesaggi nella giungla e sulle Ande.

Tutto il film ruota attorno a un tema molto attuale: l’occasione fa l’uomo avido, ma l’avidità, come sappiamo, non porta mai bene. E c’è pure un finale coerente che apre a un possibile sequel. Che a questo punto aspettiamo ansiosi di vedere.