Per la loro stupidità pari solo alla ferocia dimostrata, gli americani arrestati per l’omicidio dei carabiniere Mario Cercello Rega sembrano proprio due personaggi di un racconto di Elmor Leonard, uno dei massimi scrittori di crime novel.

Sempre se la dinamica sarà confermata, due americani, Christian Hjorth ed Elder Finnegan Lee, 19 e 20 anni,19 e 20 anni, studenti a Roma di una scuola americana di alto livello, sono in giro per Trastevere in cerca di sballo. A luglio inoltrato i semestri scolastici sono terminati da quasi un mese e i dormitori vengono chiusi, ma come molti altri studenti, anche loro scelgono di restare in Italia ancora un po’ in vacanza e si trasferiscono in albergo. Del resto chi studia alla John Cabot non ha problemi di soldi. (Aggiornamento: il preside della Cabot smentisce che i due siano studenti della scuola).

trastevere quartiere movida

I due sono all’ultimo giorno di vacanza in Italia, l’indomani hanno un aereo che li riporterà negli States. Vogliono verosimilmente festeggiare, andando su di giri. Dove comprare cocaina a Roma in queste notti d’estate?

I luoghi per i turisti sono soprattutto due, Trastevere e Campo de’ Fiori e i due giovani si inoltrano nel primo alla ricerca di cocaina. Chiedono ad un tipo con un borsello che indica loro un altro tipo. Quest’ultimo gli vende 100 euro di cocaina. Ma non è cocaina, come scopriranno poco più tardi i due, si tratta di semplice  aspirina tritata. Un pacco. Ora, tutti sanno che la truffa, nell’ambito della compravendita occasionale di droga in un luogo non conosciuto, è dietro ogni angolo e chi la subisce di solito, specialmente se si è un semplice studente e non un gangster o un mafioso, comporta una assunzione di consapevolezza che porta – come si dice a Roma – a fare pippa, cioè a starci, perché le conseguenze di una eventuale riscossa o vendetta rischiano di essere peggiori della truffa stessa, come ad esempio sarebbe il trovarsi in un pestaggio, o peggio in un arresto, o peggio ancora in chissà che guaio. Ed è proprio per questo motivo che la maggior parte dei truffati del settore – se non può tentare un recupero immediato direttamente con lo spacciatore in un luogo pubblico e affollato, di solito fa pippa, capitalizza la perdita e amen. Si chiama istinto di sopravvivenza e di conservazione, che fa sì che non ci siano decine di morti ogni notte in ogni piazza di spaccio.

I due americani che inconsapevolmente vogliono proprio assomigliare a due personaggi di Leonard, decidono invece che loro pippa non la fanno e passano al contrattacco. Ritornano sul luogo, non trovano lo spacciatore ma solo il tizio che glielo ha indicato prima, e contro qualsiasi logica e sprezzo del pericolo e dell’intelligenza, pretendono da lui i cento euro. Di fronte all’ovvio rifiuto del tizio, commettono una seconda cazzata micidiale, gli scippano il borsello e lo ricattano pretendendo i cento euro. La spirale della imbecillità è avviata, e da lì deriveranno tutta una serie di conseguenze devastanti e non solo per i due imbecilli. Un carabiniere ci rimetterà la vita non avendo capito per tempo in quale abisso di imbecillità e ferocia sia capitato mentre e i due imbecilli si avvieranno all’ergastolo o ai trent’anni di reclusione. Tre vite distrutte, una irreparabilmente.

elmore leonard

Diceva Elmore Leonard dei suoi personaggi: “Sono dei falliti perché sono, con poche eccezioni, dementi fatti e finiti. Imbecilli pieni di sé. Boriosi. Avidi. Impazienti. Di solito, nel corso del romanzo, si rivelano (agli altri, mai a se stessi) incapaci di gestire la situazione, qualunque situazione. In un contesto del genere, qualunque gioco scappa di mano in un battito di ciglia. In pochi secondi si cade in disgrazia e si muore. Capita ai migliori, figurarsi ai cretini”.